BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Galleria Vecchia Posta - ECPv6.11.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Galleria Vecchia Posta
X-ORIGINAL-URL:https://galleriavecchiaposta.ch
X-WR-CALDESC:Eventi per Galleria Vecchia Posta
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Zurich
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240616
DTEND;VALUE=DATE:20240715
DTSTAMP:20260525T202932
CREATED:20240427T183148Z
LAST-MODIFIED:20240628T065732Z
UID:10000003-1718496000-1721001599@galleriavecchiaposta.ch
SUMMARY:Filippo Bonzi
DESCRIPTION:Sabato 29 giugno 2024 dalle ore 10h00 alle ore 12h00\nIncontro con l’artista FILIPPO BONZI in Galleria \n  \nInaugurata la mostra di Filippo Bonzi\nL’inaugurazione della mostra “Dal pennello al pixel”\, nella mattinata di domenica 16 giugno\, è stata seguita da un pubblico quantomai numeroso e attento\, giunto anche dalla vicina Italia. Filippo Bonzi ha spiegato il suo singolare percorso artistico\, cresciuto di pari passo con l’evoluzione che man mano ha caratterizzato la sua professione: quella di chirurgo. \nSollecitato dal portavoce della Galleria\, il medico di Legnano ha presentato  ai visitatori alcuni lavori che hanno caratterizzato la sua passione\, diventata significativa grazie alle competenze acquisite visitando esposizioni\, musei\, gallerie; senza tralasciare lo studio della Storia dell’Arte. \nCosì il pubblico ha potuto apprezzare “ in diretta”  le tavole di legno intitolate alla PopArt\, le sfide su plexiglas rivolte alla città di Milano da Claudio Abbado\, le parole non dette di una giovane disabile degente in una struttura di Legnano\, i ritratti medievali\, rielaborati\, di Piero della Francesca; o la tavolozza che Filippo Bonzi utilizzò quarant’anni fa\, dopo il lavoro nelle sale operatorie\, quando il bisturi era l’unico strumento\, piuttosto devastante\, per risolvere le malattie. \nIl pixel\, l’unità di misura delle immagini digitali\, accompagna la ricerca artistica di Filippo Bonzi nel campo della fotografia. Proprio come le microcamere infilate nel corpo malato\, che rimandano nel visore del chirurgo le immagini più dettagliate\, affinché i comandi della consolle muovano nel migliore dei modi i gesti operatori. \nLa mostra resterà aperta fino al 14 luglio. \n  \n 
URL:https://galleriavecchiaposta.ch/mostra/filippo-bonzi/
LOCATION:Galleria Vecchia Posta\, Lungolago P. Roncaioli 69\, Brusino Arsizio\, 6827\, Svizzera
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://galleriavecchiaposta.ch/wp-content/uploads/2024/04/MostraBonzi.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240505
DTEND;VALUE=DATE:20240603
DTSTAMP:20260525T202932
CREATED:20240427T183104Z
LAST-MODIFIED:20240527T121403Z
UID:10000002-1714867200-1717372799@galleriavecchiaposta.ch
SUMMARY:Gabriela Spector\, Riva San Vitale
DESCRIPTION:Presentazione della mostra personale di Gabriela Spector \nIntrecci\nUn filo sottile di generazione in generazione \nGalleria Vecchia Posta\, Brusino Arsizio\, 5 maggio 2024 \nLa fotografia in bianco e nero che i visitatori trovano sul bancone fissa in un istante preciso il tempo di cinque generazioni; di cinque donne\, cinque madri\, cinque figlie. Cinque storie. \nSiamo nel 1968; vi compaiono la trisnonna\, la bisnonna\, la nonna\, la mamma e\, in fasce\, Gabriela Spector. Altre figure femminili le vedete alle pareti della Galleria; ne potete scoprire alcune fuse nel bronzo; in particolare nella polena là nell’angolo\, scultura decorativa tipica\, di solito scolpita nel legno\, issata sulla prua di barche\, navi\, galeoni\, vascelli e piroscafi d’una volta. Quella portata qui nella Galleria è la rielaborazione di un’opera della scultrice di Riva San Vitale\, alta quattro metri. Gabriela Spector si è ispirata visitando una delle case\, in Cile\, del poeta Pablo Neruda\, che fra le sue collezioni aveva anche una raccolta di polene. \nSi tratta di opere d’arte sinonimi di forza\, determinazione\, coraggio\, libertà\, ma anche di gioia e curiosità\, nell’affrontare i mari. Requisiti che a Gabriela Spector non mancano; quando affronta la scultura\, per cominciare\, che è un mestiere difficile\, soprattutto quando le opere sono di grandi dimensioni\, come quelle esposte nei primi mesi dell’anno al Quartiere Maghetti di Lugano; “un lavoraccio”\, per usare le sue parole: prima l’idea\, poi il disegno\, la struttura in ferro\, il gesso\, la modellatura\, infine la fusione. Giornate e giornate. \nParlando con lei si capisce che quella foto di famiglia in bianco e nero pèrmea\, in qualche maniera – e non del tutto in modo consapevole – il lavoro dell’artista; da sempre disegna\, scolpisce\, dipinge e raffigura la donna\, alla scoperta soprattutto della profondità del rapporto tra madre e figlia. \nUna relazione davvero singolare\, ben diversa da quella tra madre e figlio maschio. Vi parla di questa differenza sostanziale\, con parole chiare\, Silvia Vegetti Finzi – autorevole psicologa italiana\, ospite della RSI di recente in un incontro pubblico – nel testo che trovate in Galleria\, scritto appositamente per l’artista. \nSpector è nota su scala internazionale – ed è un onore per la noi averla qui – soprattutto come scultrice; ha lavorato il marmo\, il bronzo\, la terracotta\, materiali avvicinati in fonderie e accademie italiane\, al suo arrivo dell’Argentina. Negli ultimi decenni è riconosciuta anche come pittrice. Il suo ricco percorso professionale trova da sempre basi solide nel disegno\, che le è indispensabile per arrivare alla forma. Ne trovate begli esempi anche nella cartella sul bancone della Galleria.\nLa ricerca sulla teoria e sul mondo del colore è costante\, anche nell’insegnamento al CSIA di Lugano. A volte è ispirata da fotografie professionali\, in cui appaiono sua madre e sua figlia; ma\, nella traduzione dell’immagine\, prima disegnata e poi dipinta\, la madre scompare; per riapparire\, alle spalle della figlia\, quasi un’ombra\, in una sorta di atteggiamento protettivo\, magico; una genitrice che\, avendo perduta la dimensione reale della fotografia\, può diventare una madre\ninteriore Ma torniamo a guardare la fotografia. \nLe cinque donne ritratte hanno alle spalle pagine di vita non sempre serene. L’esistenza della bimba in fasce\, fino all’adolescenza\, coincide con un periodo buio della storia dell’Argentina: al governo del suo paese c’era una giunta militare. Alla facoltà di Belle Arti di Tucumàn\, qualche anno dopo\, durante gli studi superiori\, tornata la democrazia\, Gabriela Spector ha trovato insegnanti che furono cacciati dalla dittatura; ai quali è tuttora riconoscente\, essendo stati capaci di coltivarne il talento.\nLe donne più vecchie di questa immagine\, con altri famigliari\, in quanto di stirpe ebraica\, furono perseguitate durante la seconda guerra mondiale e dovettero fuggire dall’Europa. Guardiamo a questa fotografia con rispetto\, pensando alla tragedia che in un modo o nell’altro ci coinvolge in questi mesi\, confrontati\, come siamo\, alle vittime dei conflitti in corso. \nEccoci\, infine\, agli intrecci\, che danno il titolo alla mostra; sono riferiti ai fili sottili che\, di generazione in generazione\, legano le emozioni della vita di ciascuno\, piacevoli o meno; il pubblico li ritrova cuciti su alcuni dipinti alle pareti; ma\, essendo non lineari per natura\, gli intrecci diventano grovigli e riflettono sovente le difficoltà nel comunicare\, le emozioni contrastate\, così comuni anche nei rapporti intimi e affettivi. \nIl primo intreccio\, quello all’origine di tutti gli altri\, assume un altro nome: si chiama abbraccio\, ricorda Gabriela Spector. Lo riceve l’essere umano\, maschio o femmina che sia\, appena venuto al mondo\, dalla propria madre. \nGalleria Vecchia Posta\nBrusino Arsizio\, 5 maggio 2024
URL:https://galleriavecchiaposta.ch/mostra/gabriela-spector-riva-san-vitale/
LOCATION:Galleria Vecchia Posta\, Lungolago P. Roncaioli 69\, Brusino Arsizio\, 6827\, Svizzera
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://galleriavecchiaposta.ch/wp-content/uploads/2024/04/MostraSpector.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240324
DTEND;VALUE=DATE:20240422
DTSTAMP:20260525T202932
CREATED:20240427T183016Z
LAST-MODIFIED:20240527T121007Z
UID:10000001-1711238400-1713743999@galleriavecchiaposta.ch
SUMMARY:Adriano Crivelli\, Biogno
DESCRIPTION:Buongiorno disegno!\nVignette e illustrazioni umoristiche di Adriano Crivelli \n\nPresentazione\nAdriano Crivelli ci ha consegnato gli originali delle sue vignette\, molte delle quali pubblicate nei decenni sulla stampa ticinese e su quella nazionale. Trattandosi di originali\, mai più replicabili\, quelle che vedete appese sono opere preziose di umorismo artistico; e che risultano di grande sapienza per chi apprezza il disegno.\nBenvenuto disegno!\nCrivelli\, artista diplomato\, ha concepito i suoi lavori nella casa di Breganzona\, prendendo spunto di volta in volta – come potete vedere – da fatti\, cronache\, opinioni\, consuetudini e vizi della Svizzera e degli Svizzeri; utilizzando gli inchiostri della tecnica ecoline e il pennarello nero indelebile; oppure rese attraverso acqueforti e serigrafie. \nNell’immagine che abbiamo scelto per “rappresentare” la mostra si vede una famigliola: l’altalena su cui dondola il piccino felice è appesa alle bretelle di un papà con la cravatta; il quale\, tornato dal lavoro in ufficio\, si è appena tolto la giacca; la sua compagna\, la madre del bambino\, la moglie\, guarda la scena ponendosi alle spalle del marito.\nOsservate bene; e vedrete che l’espressione dipinta da Crivelli sul viso della donna – con le pieghe delle labbra vòlte al sorriso e gli occhi splendenti – è pari alla gioia che troviamo sulla bocca e negli occhi del bambino. \nIl padre ha invece una piega più attenta\, un po’ preoccupata\, forse per i fastidi del lavoro che si è portato appresso\, tornandosene a casa; oppure\, più semplicemente\, per la “tenuta” delle bretelle elastiche. \nUna scena che ci fa sorridere. Ma non ridere: è la differenza tra la comicità e l’umorismo; sulla quale\, oltre un secolo fa\, nel 1908\, Luigi Pirandello\, Premio Nobel per la letteratura nel 1934\, scrisse un saggio\, intitolato “L’umorismo”. \nPiccola coincidenza: a fine gennaio\, mentre la Galleria preparava la mostra\, il comico italiano Paolo Rossi ha portato sulla scena del Lac di Lugano uno spettacolo ispirato a Pirandello. Questo il suo preambolo: immaginatevi che per strada vediate una signora vecchia\, ma proprio vecchia\, di 102 anni\, imbellettata e profumata\, tacco 12\, abbigliata come una ragazzina\, con le unghie stralunghe\, una verde\, l’altra gialla…\nCome rinunciare a una risatina spontanea\, sapendo oltretutto che non siamo a carnevale? E poi\, diciamo la verità: tutti noi\, almeno una volta\, abbiamo riso alle spalle di qualcuno che passava per strada.\nPirandello si chiede dunque le ragioni per cui una signora – tanto antica – avverta la necessità di mostrarsi in piazza in tal modo agghindata.\nEcco il pensiero del drammaturgo siciliano: la signora forse non prova nessun piacere a pararsi così come un pappagallo\, magari ne soffre; e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che\, vestita così\, nascondendo le rughe e la canizie\, riesca a trattenere a sé l’amore del marito\, molto più giovane di lei! \nNon c’è che dire: Pirandello ci restituisce il ritratto di una vegliarda spiritosa; ma\, nel medesimo tempo\, non ci lascia indifferenti il modo con cui la signora affronta pubblicamente\, col rischio di essere derisa\, la cospicua differenza d’età con l’amato marito.\nCi sono opere\, dai teatri al cinema\, dai fumetti agli spettacoli\, dalle fotografie ai disegni\, che ci invitano a superare la soglia della comicità – attitudine peraltro legittima\, che nutre il cuore e la mente – per guardare più avanti\, più in profondità\, in modo giocoso\, senza perdere il gusto del sorriso\, con leggerezza.\nCi sembra che Adriano Crivelli\, che abbiamo l’onore di ospitare nella Galleria Vecchia Posta\, vada in questa direzione. \nBrusino Arsizio\, 24 marzo 2024 \nGalleria Vecchia Posta
URL:https://galleriavecchiaposta.ch/mostra/adriano-crivelli-biogno/
LOCATION:Galleria Vecchia Posta\, Lungolago P. Roncaioli 69\, Brusino Arsizio\, 6827\, Svizzera
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://galleriavecchiaposta.ch/wp-content/uploads/2024/04/MostraCrivelli.webp
END:VEVENT
END:VCALENDAR